Il giovane allenatore racconta l’importanza della valorizzazione del territorio e della formazione dei ragazzi prima ancora che dei calciatori.

Nicola Polverini, allenatore della formazione Under 16 biancorossa, è al suo primo anno in biancorosso: “Ho iniziato ad allenare molto presto perché quando giocavo ho subito una serie di infortuni che mi hanno portato ad abbandonare presto quella carriera, così mi sono dedicato completamente al ruolo da allenatore. Ho cominciato a 18 anni con una scuola di ragazzi molto piccoli, da lì sono passato al Trestina e poi alla scuola calcio Federico Giunti. Il passo successivo è stato Gubbio dove sono restato 4 anni facendo tutte le categorie nazionali. Questa è la mia prima stagione al Perugia, la cosa che ho notato subito è che c’è grande professionalità e grande organizzazione. Tutti sanno quello che devono fare e a noi allenatori non manca niente. Per quello che riguarda i ragazzi, sono tutti mentalizzati, hanno voglia di lavorare”.

Mister Polverini ha appena 32 anni: “Credo che sia un punto di forza, si trova più empatia con i ragazzi. Ma credo che alla base di tutto ci sia la capacità di gestire le situazioni che si creano dentro lo spogliatoio e di acquisire credibilità e il parere positivo dei ragazzi”.

La sua squadra ha una particolarità: “È composta in grande maggioranza da ragazzi provenienti dalle varie zone della Regione, questo attaccamento e senso d’appartenenza si percepisce e ci permette di affrontare le difficoltà con una carica e una forza maggiore. Quando è possibile credo che un settore giovanile debba sempre lavorare in questo modo”. Il concetto di gruppo non riguarda solo i grandi ma anche i più piccoli: “All’interno di un gruppo poi bisogna gestire gli individualismi perché non esiste l’io ma il noi. Sono stato facilitato dal fatto che questo gruppo è da tanti anni insieme e prima che essere compagni di squadra sono amici. Ho trovato una squadra veramente unita”.

Sul ruolo dell’allenatore nella formazione dei ragazzi mister Polverini non ha dubbi: “Per me un allenatore del settore giovanile deve essere prima di tutto un formatore che mette al centro di tutto la crescita dei ragazzi a 360 grandi e che quindi comprenda non solo gli aspetti calcistici ma anche la mentalità, la cultura del lavoro, la voglia di migliorarsi sempre. Ai ragazzi dico spesso che sono privilegiati a far parte di una società come il Perugia e a fare campionati come questi. Se questa esperienza è vissuta bene allora diventa molto formativa, una vera e propria scuola di vita”.

La sua squadra è terza in classifica ad un solo punto di distanza dalla seconda, il Napoli, che i biancorossi affronteranno nel prossimo turno: “Sicuramente stiamo andando molto bene, ma come ho detto e continuo a dire ai ragazzi, il nostro obiettivo è fare meglio domenica dopo domenica, dobbiamo alzare sempre l’asticella e affrontare ogni gara per migliorarci, quello che verrà sarà il frutto dei nostri allenamenti. I ragazzi hanno fatto loro questo aspetto e in allenamento stanno crescendo tanto, curano ogni particolare e si applicano con grande voglia”.