Il romano classe 1986 racconta la sua vita fra calcio, tatuaggi e vecchi amici

Leandro Greco, ultimo arrivato in casa biancorossa, si presenta al suo nuovo pubblico e la prima dichiarazione testimonia che il centrocampista si è reso conto di essere arrivato in una piazza prestigiosa: “La maglia del Perugia è importante, la società e i tifosi hanno ambizioni di fare qualcosa di bello. Per chi come me non è più giovanissimo avere una motivazione forte è fondamentale per fare bene il proprio lavoro. Chi ha fatto la storia di questa società poi è arrivato sui grandi palcoscenici. Penso per esempio a Fabio Grosso che è stato un mio allenatore, anche se ero piccolo mi ricordo la prima avventura del mister. Sono passati tanti campioni, quella biancorossa è una storia importantissima”.

Ha già scelto il numero di maglia: “Il 19 è un numero ricorrente nella mia vita. Il 19 sono nato io, mia sorella, mia moglie e mio figlio, ovviamente in mesi diversi. È un numero che rappresenta la mia vita”.

Aleandro Greco ritrova il suo ex compagno di squadra Rosi: “Aleandro è prima un amico e poi un compagno di squadra. Siamo cresciuti insieme nel settore giovanile della Roma, abbiamo affrontato tante cose insieme anche fuori dalla Capitale, per esempio con la maglia del Genoa. Ci lega qualcosa che va oltre il campo per cui è un piacere tornarci a lavorare insieme. Qui a Perugia ritrovo anche Pietro Iemmello con cui ho giocato a Foggia l’anno scorso e a Bari ho passato una parte di stagione con Gyomber”.

Ama la musica ma non ha una playlist fissa pre-partita: “Prima di una partita mi piace ascoltare quello che mettono gli altri nello spogliatoio. Riesco a essere più focalizzato su quello che devo fare. In generale ascolto molta musica, gli U2 più volentieri”

Fuori dal campo Leandro è prima di tutto un padre di famiglia: “Ho 3 figli che riempiono il tempo e la vita. Quando non mi alleno mi dedico completamente a loro. La famiglia è quello che ho costruito nel tempo, la cosa più importante che ho, quello che mi spinge a dare il meglio. Ho due gemelle che si chiamano Mia e Michelle e un maschio più grande, Gabriele“.

Non è un amante dei social, infatti è presente solo con un profilo su Instagram ma in compenso di tatuaggi ne ha molti, ed ognuno ha la sua importanza: “La maggior parte dei tatuaggi mi legano a qualcosa, ognuno mi ricorda un momento che ho vissuto”.

Il supporto dei tifosi per Leandro è fondamentale: “Il tifoso è una parte importante del nostro lavoro, è quello che ti spinge a fare qualcosa di bello perché il calcio va oltre lo sport, ha anche un valore sociale. Il pensiero di poter regalare qualcosa che va oltre il valore sportivo a tante persone che sono legate alla squadra della propria città è gratificante. Per me è motivo di orgoglio far parte di questa grande famiglia e spero di poter dare qualcosa di importante alla gente di Perugia”.

Ricorda con piacere il suo esordio in Serie A: Sono momenti particolari in cui non ti rendi conto di quello che stai vivendo, poi con il tempo capisci cosa sei riuscito a raggiungere, rivedi amici che hanno fatto storie diverse. Pensi di essere stato bravo a coltivare dei sogni e a riuscire a realizzarli”.