La centrocampista racconta il suo modo di vedere il calcio e la sua passione per l’arte.

Mariagiulia Tuteri ha 22 anni ed è cresciuta a pane e pallone: “Come la più classica delle storie è cominciata nel parco sotto casa. Ho sempre espresso a mamma la volontà di giocare a calcio anche se lei ha tentato di indirizzarmi verso altri sport, tant’è che ho praticato nuoto, danza, Kung Fu. A 7 anni sono riuscito a convincerla e ho giocato con la società del Ponte della Pietra. Fino ai 14-15 ho giocato con i maschi poi quando dovevo decidere se smettere o continuare con una squadra femminile ho scelto di smettere e per un anno mi sono dedicata al calcio a 5. Nel 2015 ho ricominciato a giocare a calcio a 11 con il Perugia, prima con la Primavera e poi con la prima squadra”.

É perugina non solo dal punto di vista calcistico ma anche anagrafico: “Ho molti amici che seguono la prima squadra maschile e sono molto curiosi nei confronti della squadra femminile. Voglio renderli orgogliosi di me ed essere perugina rende ancora più orgogliosa me stessa di indossare questa maglia. Ho la grandissima fortuna di essere di Perugia e giocare per la squadra della mia città. Non è affatto scontato”.

Di ruolo fa la centrocampista: “Sono molto tignosa, come si dice a Perugia. Non a caso il mio idolo di sempre è Gattuso, il quale ha indossato la maglia biancorossa. Non trascuro il lato tecnico, nel mio ruolo è fondamentale. Se domani mi potessi svegliare con una nuova dote vorrei essere un porto sicuro per le mie compagne, una di quelle giocatrici a cui dai il pallone e sai che le cose sicuramente andranno bene. Da quest’anno mi sento di poter essere da esempio, anche perché le mie compagne di reparto sono più piccole di me, io e Valentina Brozzetti siamo le veterane. Ho sempre guardato il nostro grande mediano, Corinna Fiorucci, e ho cercato di riprendere il più possibile da lei. Vorrei riuscire ad essere da esempio come lei lo è stato per me. Cerco sempre di lavorare sui miei errori e se vedo che una mia compagna fa una cosa giusta allora la faccio anche io. L’autocritica penso sia importantissima. Da un errore si impara e si riesce a diventare migliori. Se non c’è autocritica ci si ferma e non si fanno passi avanti“. Mentre al punto di vista collettivo per Maria Giulia la cosa più importante è “riuscire ad andare tutti dalla stesa parte, sia come giocatrice che come persone. Avere tutte lo stesso obiettivo e sacrificarsi l’una per l’altra”.

C’è una partita che vorrebbe rigiocare: “La semifinale di Coppa Italia contro il Napoli della scorsa stagione, c’era un forte desiderio di andare in finale. Invece vado orgoglioso della partita contro il San Marino Academy, sempre in Coppa Italia, in cui ho segnato il gol risultato decisivo per la vittoria finale”.

Il mondo del calcio femminile sta crescendo sempre di più. Se Mariagiulia avesse il potere di cambiare un solo aspetto non ha dubbi su quale sarebbe: “Cambierei l’atteggiamento delle persone che non conoscono questo sport. Fortunatamente con il mondiale dell’estate scorsa c’è stato un passo in avanti in questo senso”.

Oltre ad una calciatrice, Mariagiulia è anche una giovane artista: “Studio molto perché a febbraio mi laureo in scenografia presso l’Accademia delle Belle Arti. In cui sono particolarmente impegnata con la tesi ma normalmente non riesco mai a stare ferma, vado alle mostre, sto all’aria aperta. Ho questo lato artistico che provo a portare anche sul terreno di gioco“. Fra poco ci sarà la notte degli Oscar e Maria Giulia ha provato anche a fare qualche pronostico: “C’era una volta ad Hollywood, un film di Tarantino piuttosto atipico, l’ho trovato geniale. Soprattutto per gli appassionati di cinema. Ma dubito vinca la statuetta per Miglior Film. Per quello che riguarda Joker, Joaquin Phoenix è stato meraviglioso. Credo vincerà il premio per Miglior Attore”.