Il sito www.nssmag.com (un sito che tratta abbigliamento sportwear, lifestyle e footwear) ha analizzato il costo delle maglie da gara della Serie B. E ne è uscita questa analisi.

Il Venezia si piazza nella fascia alta. Sorprende il prezzo della maglia più “economica”

“Ma quanto devono spendere per acquistare la maglia ufficiale della propria squadra e sfoggiare i colori sociali sugli spalti?

A dover sborsare più banconote dal portafoglio sono i tifosi del Venezia (Kappa) che per comprare la maglia nelle versione a maniche lunghe devono affrontare una spesa di 110 euro; 90 per quella a maniche corte. Subito dietro il Brescia, sempre Kappa, a 99 euro; acquistabile sul sito ufficiale dell’azienda torinese. In questa fascia, poi, ecco la Ternana (Macron) a 95 euro e il Pisa (adidas) a 90 euro.

Nel price range tra gli 80 e i 90 è presente il Cagliari (EYE) a 88 euro, il Bari(Kappa) a 85 euro e il Benevento (Nike) a 80 euro. Ben sette, invece, le squadre che affiggono sulle rispettive maglie un prezzo nella fascia dei 70 euro. Palermo (Kappa), Parma (Errea) e Spal (Macron) ci entrano per un soffio vendendo la loro shirt a 79 euro. Ecco poi Genoa (Castore) e Reggina (acquistabile sul sito Givova) a 75 euro; Ascoli (Nike) e Sudtirol (Mizuno) a 70 euro.

Il Modena (New Balance) ha messo la sua nuova maglia in vendita a 69 euro, seguono Cittadella (Errea), Como (Errea) e Frosinone (Zeus) a 65 euro mentre il Cosenza ha scelto il prezzo tondo di 60 euro.

A vincere la medaglia di squadra di Serie B che vende la propria maglia al minor prezzo, facendo felici così i suoi tifosi, è il Perugia (Frankie Garage) con una spesa di “soli” 59 euro da affrontare, ovvero poco più della metà della cifra da sborsare per comprare la più costosa divisa a maniche lunghe del Venezia.

Da sottolineare, inoltre, che nessun club, sugli store, fa differenza tra maglia “authentic” e replica, ovvero i prodotti che hanno differenze sostanziali per quanto riguarda i materiali con cui sono fatte, cuciture, vestibilità e altri dettagli assenti. Fanno infatti tutte parte della prima categoria”.