Perugia, 20 marzo 2018 – “Una notte al museo” questa volta è stata davvero la “numero 1”. Non solo perché si è parlato della carriera di tre portieri che hanno fatto la storia del Grifo. Ma soprattutto per la presenza nella sala conferenze del museo di tanti tifosi e appassionati che non si sono voluti perdere l’evento. Evento che è stato trasmesso, tramite alcuni collegamenti, su Umbria Tv, all’interno della trasmissione “Fuori Campo” e condotto da Marco Taccucci.

Paolo Fabbri, Andrea Mazzantini e Massimiliano Benassi hanno ripercorso la propria carriera raccontando curiosità e tanti aneddoti. Come quello per esempio riguardante Boskov, spiegato da Mazzantini, che “nella mattina della partita nel fare la formazione sul foglio di carta aveva messo 12 giocatori. Dopo che glielo ho fatto notare, il mister, stupito, mi ha detto “togli questo” indicando un giocatore a caso”. “Oppure – continua il “Mazza” quando a Firenze nel tunnel degli spogliatoi a fine primo tempo venne da me: “Portiere (appellativo con il quale chiamava tutti i portieri), chi ha tolto la punta Kaviedes?”. “Però mi manca la sua leggerezza – aggiunge l’attuale preparatore dei portieri a proposito di Boskov – il suo sdrammatizzare le situazioni”. Si è parlato anche di Carlo Mazzone. “Di lui ho apprezzato la schiettezza – dice Mazzantini – se doveva dirti una cosa te la diceva in faccia, inoltre davanti ai microfoni difendeva sempre la squadra”.

Massimiliano Benassi purtroppo ha ricordi dolci-amari. “Andai dal presidente Covarelli dicendogli che avrei dovuto comprare casa e lui mi disse che da lì a dieci giorni mi avrebbe pagato, che era “tuttapposto”. Ho però avuto la fortuna di lavorare con Sarri e si vedeva che era attento ad ogni dettaglio, un grande professionista”. Tra i ricordi dolci due grandi parate. “La prima contro il Crotone e il rigore parato a Sorrento con ribattuta”.

“Lo spareggio di Foggia contro l’Acireale e la partita della promozione in Serie A contro il Verona i momenti più belli della mia esperienza al Perugia” racconta Paolo Fabbri che ha donato una sua maglia (con il numero 12) al museo. “Sono arrivato a 16 anni – prosegue – e questa società mi ha permesso di crescere umanamente e calcisticamente”. La parata più bella? “Quella contro l’Acireale a Foggia quando sono uscito di pugno e il tiro che ho respinto successivamente”.

Ad impreziosire la serata la presenza del telecronista di punta del Perugia degli anni ’90 e 2000, Pierpaolo Giudici, anche lui molto emozionato nel risentirsi in alcuni dei momenti più esaltanti delle sue telecronache.

Un ringraziamento particolare va all’ufficio marketing e alla commissione del museo per aver contribuito alla realizzazione della serata.

Nelle prossime settimane conoscerete i nuovi eventi!