Cremona, 28 ottobre 2017 – Panchina numero 200 in Serie B ed esordio sulla panchina del Perugia con un pareggio per il tecnico Roberto Breda che nel post partita commenta così la prestazione dei ragazzi:

“Sono soddisfatto, i ragazzi mi sono piaciuti come atteggiamento, spirito di squadra, capacità di reagire di fronte alle difficoltà. Ci hanno sempre creduto, sono rimasti sempre in partita, potevano portare a casa qualcosa di più. Ma intanto abbiamo fermato l’emorragia delle sconfitte e siamo ripartiti. Nei due giorni precedenti avevo trovato un gruppo attento e disponibile, avevo detto niente alibi e tanto lavoro, ho trovato da parte loro l’atteggiamento giusto, mi è piaciuta la squadra che si è dimostrata sempre propositiva nelle difficoltà, attenta e con la voglia di trovare le soluzioni per sopperire alle difficoltà e riportare a casa i punti. Uno degli obiettivi prima della partita era restare sempre in partita, non subire gli episodi, non siamo andati sotto ma di episodi che potevano creare confusione ce ne sono stati. Sono contento ma dal punto di vista tecnico-tattico analisi non se ne possono fare, ora avremo nove giorni per lavorare e potremo creare qualcosa di diverso. Non so ancora se questo è il modulo giusto o se a questo modulo potrò affiancarne altri, intanto era importante dare un segnale e i ragazzi lo hanno fatto.

“Il rigore? Non parlo mai degli episodi, credo comunque che tutti abbiano visto abbastanza chiaramente cosa è successo. In ogni caso il rigore non è un problema nostro, noi dobbiamo pensare a quanto possiamo determinare e non al resto”.

“Il cambio di Cerri e l’inserimento della difesa a cinque? Loro puntavano a buttare palloni in area. Ci serviva più densità e compattezza nella retroguardia e in ogni caso un po’ di gamba iniziava a mancare, è capitato proprio in quel quarto d’ora in cui la Cremonese spingeva e noi due attaccanti lassù da soli non ce li potevamo più permettere. I ragazzi ci hanno creduto nelle difficoltà, in particolare chi sta davanti deve sempre giocare per il gol e la terza rete è frutto di una bellissima ripartenza e dei suoi sviluppi. Faccio i complimenti a Di Carmine che ha avuto il tempo la voglia di fare cinquanta metri di scatto, se non hai quella voglia il gol non lo fai”.

“Se vogliamo fare in questo campionato davvero qualcosa di importante, senza dire cosa, senza fare voli pindarici, dobbiamo trovare lo spirito da squadra vera. Le prime partite per un allenatore sono sempre le più facili perché la disponibilità dei ragazzi è massima, si va anche oltre le proprie energie. Oggi ad esempio hanno spesso l’impossibile dal punto di vista psicofisico. Il difficile viene dopo quando si deve diventare squadra e si deve mantenere la qualità del gioco e la sua efficacia. Il campionato è talmente lungo che più uomini abbiamo meglio è, mi riferisco ad esempio a Bianco che è intelligente e in carriera ha ricoperto più ruoli. Spero anche di ritrovare gli squalificati e Del Prete prima possibile, più siamo e meglio è. Inoltre se crei unità di idee corri meno e corri meglio, oggi ho visto sprecare tante energie da veicolare meglio. Mi piacerebbe ricreare l’unità di intenti con la piazza perché tutti uniti qui a Perugia si può fare qualcosa di importante, ma per quello mi serviranno i risultati che a volte sono frutto di episodi più o meno fortunati”.

“Davvero strano il calcio e anche la vita..la settimana prima di questa appena passata mi sono saltate due trattative, una all’estero per un gol al 96′. Alla luce dei fatti meglio così. I miei genitori hanno fatto i cinquant’anni di matrimonio proprio la settimana scorsa e hanno regalato a me e mia sorella un viaggio ad Assisi, quindi sono stato in Perugia in vacanza in incognito senza pensare nemmeno lontanamente che avrei potuto allenare la squadra. Sette giorni dopo eccomi qua e sono contento, meno male che quelle trattative sono saltate perché questa ha i presupposti migliori..”.