Prime parole da giocatore del Perugia per Pietro Iemmello che ha parlato davanti ai microfoni di Tef Channel nella location dell’Hotel Candeleto di Pietralunga dove i
biancorossi stanno portando avanti la preparazione.

Il bomber tanto cercato, è arrivato “Re Pietro”. Partiamo proprio da qui. Perché questo soprannome.

Qualche anno fa a Foggia mi hanno dato questo soprannome ed è rimasto così.

Perché hai scelto Perugia? Il tuo è stato un corteggiamento lungo. Ora come mai è arrivato il sì?

Il direttore Goretti e il Presidente mi hanno cercato per due anni. C’è sempre stato un ottimo rapporto di stima con loro. Quest’anno si è concluso in un rapporto lavorativo. Perugia è una piazza importante che mastica calcio con una società molto ambiziosa che vuole alzare l’asticella rispetto agli anni passati. L’insieme di queste cose mi ha portato a scegliere Perugia.

Facciamo finta che le telecamere non ci siano. Cosa ti hanno chiesto il direttore Goretti e il Presidente Santopadre?

Mi hanno chiesto di dare il massimo impegno, poi le cose vengono da sé. Ovviamente si aspettano tanto com’è giusto che sia. Adesso sta a me.

Guardando la tua carriera sembri un predestinato. Esordio in Serie A con la maglia del Sassuolo contro la Juventus, doppietta all’Inter e anche un gol al Milan con
la maglia del Benevento.

Sono ricordi importanti per la mia carriera. Giocare contro grandi squadre è ancora più bello. Sono bagagli che mi porto dietro e che mi potranno servire come esperienza.

Tre gol a San Siro. È tempo di tornarci con il Perugia.

Magari. Ma prima di fare proclami dobbiamo concentrarci. Siamo solo alle prime settimane di lavoro. Se facciamo le cose per bene possiamo toglierci grandi
soddisfazioni.

La stagione è iniziata nel segno di Pietro Iemmello. Il primo gol contro la Pietralunghese porta proprio la tua firma.

Si, è stato un test abbastanza indicativo sotto alcuni punti di vista. Abbiamo cercato di fare alcune cose che il mister ci aveva chiesto e penso che ci siamo riusciti.

L’impatto con Massimo Oddo com’è stato? Lo conoscevi?

Non lo conoscevo personalmente. Quando sono andato a Sassuolo dovevo andare a Pescara e c’era lui ad allenare. Lo sto conoscendo ora insieme al suo staff. Stiamo lavorando bene e abbiamo ampi margini di miglioramento.

Quindi hai detto di no a Oddo già una volta. Non potevi farlo anche una seconda…

Non era un “no” a Oddo e neanche al Pescara. Nel mercato non si erano intrecciate le situazioni per cui non se
n’era fatto nulla.

Le prime sensazioni di questo ritiro?

Ci stiamo allenando bene, tatticamente stiamo provando i meccanismi che vuole il mister. Siamo una squadra predisposta a fare ciò che chiede perché veniva da un anno
in cui certi concetti erano già applicati. E poi è un gruppo di bravi ragazzi, la maggior parte sono giovani. C’è ampio margine di miglioramento.

Di Chiara e Buonaiuto cosa ti hanno detto di Perugia prima che arrivassi?

Di Chiara me ne aveva parlato benissimo perché lui ci aveva passato un’ottima stagione qui a Perugia. Ma contava e non contava. Quello che conta fondamentalmente è
l’aspetto tecnico e di squadra. Poi se è una città bella e importante come Perugia ancora meglio.

Che cos’è che ti ha convinto? Una cosa su tutte. Avevi tantissime richieste, come mai questa è stata la volta buona?

Perché già l’anno scorso dovevo venire e non sono più venuto. Con il direttore scherzavamo che prima o poi dovevamo incontrarci. Ho scelto Perugia perché è una
società ambiziosa che vuole migliorarsi e che ha un progetto tecnico importante.

Che Serie B sarà?

Una Serie B con ottime squadre che sulla carta partono favorite. Come sappiamo la Serie B non è mai facile, ci sono outsider e squadre che non riescono a mantenere le proprie aspettative. Sarà tutto da vedere.

Chi è l’attaccante più forte con cui hai giocato?

Ho giocato con molti attaccanti forti. A Sassuolo c’erano Berardi, Politano, Babacar.

Invece il difensore che non ti ha mai fatto vedere il pallone? Puoi dire anche nessuno…

No nessuno no. Non te lo so dire. Dipende molto anche dalle giornate, da come stai.

Come ti stai trovando con i tuoi compagni di reparto in questi primi giorni di ritiro a Perugia?

Paolo Fernandes non lo conoscevo e devo dire che è un ottimo guastafeste per le difese avversarie. Capone lo conoscevo, lo avevo visto giocare. É un ottimo giovane di
prospettiva. Poi ci sono Buonaiuto e Melchiorri che già conoscevo.

Il ricordo più bello della tua carriera calcistica fino ad ora qual è?

Sicuramente la doppietta all’Inter è una cosa che mi porto dentro. Se riguardo il passato è la prima cosa che mi viene in mente.

A quale dei due gol sei più legato?

A nessuno dei due ma in particolare alla partita.

Dopo quella partita qualcuno ti mandò un messaggio particolare? Magari qualcuno a cui devi dire grazie?

Mi mandò un messaggio De Zerbi, a lui devo dire grazie perché mi ha portato a Foggia e mi ha fatto crescere molto. Lui è stato un allenatore importante. Quel giorno di
messaggio ne ho ricevuti tanti.

A livello personale che obiettivo ti sei posto per questa stagione?

Avere continuità nel lavoro, nel giocare.

Tua figlia sta crescendo e comincerà a guardarti davanti la tv e non solo. Adesso hai qualcuno cui dedicare qualche gol.

Speriamo parecchi!