La centrocampista del Perugia femminile si racconta: «Sono qui da quando avevo 14 anni. Questa è la mia seconda famiglia».

Nonostante abbia compiuto da poco 21 anni (è nata il 9 settembre), Valentina Brozzetti è una veterana del Perugia femminile: «Sono arrivata qui quando avevo 14 anni, e ho iniziato a far parte della Primavera. Poi dai 18 anni sono entrata in Prima Squadra». La sua storia con il calcio femminile è iniziata molto presto: «Avevo otto anni, ho dato i primi calci al Collepepe insieme ai maschietti». E come spesso accade, mamma e papà inizialmente non l’hanno presa benissimo: «Eh già, ma più che altro perché ero l’unica bambina in mezzo a tanti maschietti. Poi col passare delle settimane si sono tranquillizzati e mi hanno sempre sostenuta, mai ostacolata». Il calcio femminile a Perugia quest’estate ha vissuto un cambiamento epocale: «Sì, senza dubbio. Ora si può guardare tutto da una prospettiva diversa. Ma non che prima ci mancasse qualcosa, anzi. L’aria che si respirava alla Grifo era meravigliosa, non ci mancava nulla. Adesso chiaramente l’asticella si è alzata, e siamo tutte orgogliose e felici di poter far parte di questa grande società. Poi adesso l’attenzione mediatica e del pubblico è arrivata a livelli mai visti. È bello avere tanti riflettori puntati su di noi, significa che il calcio femminile sta crescendo». Naturalmente anche i risultati sfavillanti contribuiscono a far innalzare l’interesse: «Non c’è dubbio. Siamo partite bene e un po’ ce lo aspettavamo perché siamo un bel gruppo unito che gioca insieme da tanti anni. Una seconda famiglia, insomma. Adesso dobbiamo mantenere alta la concentrazione e continuare così. Ce la stiamo mettendo tutta per fare il meglio possibile». Il prossimo impegno si chiama Olimpia Forlì, formazione neopromossa: «Non importa se sono inesperte della categoria oppure squadra di rango. Noi interpretiamo le partite sempre allo stesso modo: cattive, concentrate, aggressive». Infine, uno sguardo al futuro: «Sono al terzo anno di infermieristica, ovviamente il mio obiettivo è quello di lavorare nell’ambito sanitario. Il calcio? Non mi allontanerò mai da questo mondo, lo amo troppo».