Riuscire a trasmettere ai più giovani l’amore e la passione che si provano per la squadra della propria città non è cosa da poco. Ed è proprio questo uno degli obiettivi prefissati dal Club biancorosso con i Grifo School Days. A giudicare dall’esito della seconda tappa del progetto andata in scena questa mattina, l’obiettivo è stato raggiunto.

Protagonisti dell’iniziativa sono stati le ragazze e i ragazzi della classe V della scuola primaria “Borgo XX Giugno” che, a partire dalle 9:30, si sono ritrovati all’interno del Museo del Perugia Calcio. Ad accoglierli c’erano i promotori del progetto il Prof. Jacopo Caucci Von Saucker e Avv. Gianluca Laurenzi insieme a Marco Santoboni, responsabile marketing A.C. Perugia.

Gli alunni hanno partecipato ad una vera e propria lezione di storia biancorossa tenuta da Claudio Giuletti, membro della commissione del Museo. Dalla fondazione, alla promozione in serie B nella stagione 1966/67, fino l’ultima partita giocata nello storico “Santa Giuliana”, ma anche l’approdo in serie A nel 1975, la costruzione del nuovo stadio in 90 giorni e tanto altro. La domanda di un bambino riguardo le scarpette di Renato Curi esposte nella sala stampa è stata l’occasione per parlare della tragica scomparsa del centrocampista con la maglia numero 8 rimasto nella memoria e nel cuore di tutti. Anche una delle maestre è intervenuta ricordando che quel giorno, quando il 30 ottobre 1977 i suoi genitori tornarono dallo stadio, li vide piangere per la prima volta. Il momento “storico” è proseguito parlando di alcuni calciatori che hanno fatto la storia del club: Massimiliano Allegri, Marco Negri, Milan Rapaić, Hidetoshi Nakata e i Grifoni che hanno indossato la maglia azzurra. La parola è passata a Massimiliano Rossi, Supporter Liaison Officer della società, che ha spiegato il suo compito di collegamento fra tifoseria e società, l’importanza del rispetto delle regole e dell’avversario.

Ospite speciale della giornata è stato l’ex Grifone ed attuale direttore dell’area tecnica Roberto Goretti, il quale ha ripercorso le sue tre esperienze da calciatore con la maglia del Perugia. Non solo, Goretti ha spiegato che l’amore per la squadra coincide con l’attaccamento per la propria città e che il calcio è stato un modo per far conoscere Perugia in Italia e nel mondo. I bambini, rimasti particolarmente impressionati e curiosi di saperne di più, hanno chiesto al dt cosa si prova quando si entra in uno stadio e si è osservati da tutti e se ha mai avuto paura di farsi male. Goretti ha spiegato che a essere osservati ci si abitua, ma ricorda ancora come in alcuni momenti il tifo biancorosso fosse particolarmente caloroso e sentito dai giocatori. E riguardo alla possibilità di farsi male, ha sottolineato che nel calcio come nella vita bisogna avere coraggio e non avere solo pensieri negativi.

Usciti dal museo, i bambini hanno visitato lo spogliatoio della squadra e sono entrati dentro il Renato Curi dove hanno tirato qualche calcio di rigore sotto la curva nord. La giornata si è conclusa all’antistadio, dove gli alunni hanno assistito a parte dell’allenamento guidato da mister Nesta.
Sicuramente a partire da oggi, dopo questa esperienza unica nel suo genere, tutti gli studenti conosceranno una parte in più della storia della loro città di cui andare fieri.