A sei anni e mezzo di distanza Perugia e Lazio si ritrovano per il match clou della quarta giornata del campionato di Serie B Femminile. L’ultimo precedente è relativo al campionato di Serie A 2012/2013: giocata il 20 aprile 2013, la partita terminò con una goleada delle biancorosse (allora Grifo Perugia) che si imposero per 5-1. Domani (calcio d’inizio alle 14.30 all’Antistadio Renato Curi di Pian di Massiano, arbitra la signora Silvia Gasperotti di Rovereto; assistenti Stefano Gaddoni di Faenza e Alberto Amoroso di Piacenza) l’obiettivo delle Grifoncelle è fare punti, possibilmente bottino pieno, per confermare i grandi progressi mostrati nella sconfitta di misura patita sette giorni fa sul campo della capolista Vittorio Veneto. L’impresa non sarà certo semplice: la Lazio ha un organico di tutto rispetto e soprattutto accreditata per un campionato di vertice da gran parte degli addetti ai lavori.
Come di consueto, alla vigilia del match si è raccontata una delle nostre calciatrici: Ilenia Serluca: «La mia passione per il calcio è nata con i Mondiali del 2006, indimenticabili. Da lì mi sono innamorata del calcio e ho deciso che sarebbe dovuto diventare una parte importante della mia vita – le prime parole del terzino classe 1999 -. La mia avventura nasce a Foiano, con i miei compagni di classe che poi sono diventati i miei compagni di squadra. A 11 anni sono passata alla Stella Azzurra, una società di calcio femminile di Arezzo nella quale ho giocato per due stagioni. E poi da quattro anni sono qui a Perugia». Lei è una dei tanti prodotti del Settore Giovanile che ora gioca in pianta stabile il prima squadra: «Non è semplice, perché nelle giovanili c’è ancora la componente ludica che supera tutto il resto, mentre in prima squadra è tutto diverso, a partire dagli allenamenti. Ci si deve mettere molto più impegno». Non può mancare qualche curiosità: «Il mio numero preferito? L’8, il mio giorno di nascita. Però gioco da diversi anni con il 2, quindi ora è diventato il mio numero». Per Serluca sicuramente la qualità migliore è la velocità: «Sì, esatto. Nel lungo riesco anche a recuperare le attaccanti che vanno via. Per un terzino credo sia una caratteristica molto importante. Da migliorare c’è sempre, diciamo che un fondamentale su cui dovrò lavorare è il colpo di testa». Il bello del calcio per Ilenia è…? «Lo stare insieme. Condividere vittorie e sconfitte, gioie e dolori con altre ragazze come te. Diventa praticamente una seconda famiglia». E’ un calcio femminile che sta vivendo dal punto di vista dell’attenzione mediatica sicuramente il suo momento migliore in assoluto: «Sì, c’è uno sviluppo importante e veloce, cosa che fino a poco tempo non era proprio immaginabile, soprattutto grazie al Mondiale, che ha aiutato molto in termini di visibilità».

 

 

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