Intervista a Christian Capone

Christian Capone è nato a Vigevano il 28 aprile 1999. Finora ha indossato le maglie dell’Atalanta e del Pescara. Ufficializzato Grifone il 13 luglio scorso, Capone ha le idee chiare: “L’ultima stagione, anche per colpa di un infortunio che mi ha tenuto fuori quattro mesi, non è stata facile. Vengo qua con tanta voglia di fare e di dimostrare le mie qualità”.

Che cosa hai pensato quando è arrivata la chiamata del Perugia?

Ho subito capito l’importanza di quello che stava succedendo. Il Perugia è una società importante con un grande allenatore. Non ci ho pensato due volte.

Cosa vi siete detti te e il mister?

Abbiamo parlato delle sue idee di gioco e di quello che vuole da me. Gli piacciono gli esterni che mostrano le proprie qualità entrando dentro il campo. Non vuole che rimaniamo sulla fascia.

In attacco c’è tanta concorrenza. Cosa ti aspetti?

Io farò del mio meglio. Se in allenamento conquisterò il posto da titolare sarò contento.

Come sarà la prossima Serie B?

Ci sono grandi squadre come il Chievo, l’Empoli, il Frosinone, il Benevento. Sarà un campionato molto difficile ma sono sicuro che diremo la nostra.

Si partirà subito con il Chievo

Sarà subito una gara importante. Ci stiamo preparando nel migliore dei modi. Prima però pensiamo alla Triestina.

Come vi state preparando all’impegno di Coppa?

Siamo qui in ritiro da lunedì. Ci stiamo allenando bene. Ci teniamo molto alla Coppa.

Com’è stato l’impatto nella gara contro la Roma?

Giocare contro grandi giocatori è sempre emozionante. Non mi aspettavo 17.000 persone. Lo stadio ci ha dato davvero una bella spinta che spero continuerà anche in campionato.

In quell’occasione che Perugia hai visto?

Ho visto un Perugia con grandi qualità e possesso palla. Un Perugia molto offensivo.

In cabina di regia c’è un ragazzo che conosci abbastanza bene…

Sì c’è Marco Carraro ma non solo. Ci sono tanti giocatori importanti. Marco lo conosco dai tempi delle giovanili quando ci affrontavamo da avversari, io con l’Atalanta e lui con l’Inter. Abbiamo sempre avuto un buon rapporto. Siamo compagni di stanza, è davvero un bravo ragazzo, tranquillissimo.

Facciamo una scommessa, chi segna per primo rifarà lastanza?

Allora spero di segnare prima io!

Hai giocato in tutte le nazionali giovanili. C’è qualche giocatore che ti ha impressionato?
Ho visto tanti giocatori importanti fin dall’Under 15. Pinamonti e Zaniolo stanno dimostrando grandi cose.

Vi siete detti qualcosa quando avete giocato contro?

Abbiamo chiacchierato insieme a Mirko Antonucci con cui ho giocato a Pescara e ci siamo scambiati le maglie.

C’è qualcosa in particolare che ti ha chiesto Oddo?

Di segnare il più possibile. È un mio obiettivo. Spero di contribuire con i miei gol a portare il Perugia più in alto possibile.

Qual è il rammarico più grande se ripensi al tuo ultimo impegno con la Nazionale?

Eravamo convinti di scrivere la storia. Siamo arrivati in semifinale con grandi ambizioni, eravamo una squadra davvero forte come abbiamo dimostrato partita dopo partita. Purtroppo siamo usciti, anche per colpa di un episodio legato ad un gol annullato all’ultimo minuto, ma a testa alta.

Cosa vi è mancato per arrivare fino in fondo?

Non so, forse un pizzico di fortuna. Se avessimo vinto quella partita sono convinto che avremmo detto la nostra in finale.

Hai un giocatore da cui prendi spunto?

Ho fatto il settore giovanilE nell’Atalanta, nel mio ruolo ho sempre avuto il Papu come spunto. Lui è un grande giocatore con qualità importantissime, come sta dimostrando negli ultimi anni. Quando ci allenavamo insieme mi ha anche dato qualche consiglio su come stare in campo.

C’è qualcuno dei tuoi nuovi compagni di squadra che ti ha impressionato?

Ci sono tanti giocatori importanti in questa squadra. Nel mio ruolo Buonaiuto ha qualità importanti così come Fernandes.

La concorrenza ti stimola?

Nel nostro sport la concorrenza è tutto. È quello che ti spinge a dare il meglio. Sono abituato, anche a Pescara c’erano tanti giocatori importanti. Spero di poter dire la mia.

Il calcio è un vizio di famiglia. Anche tuo fratello, classe 2002, è un calciatore e gioca nel Milan.

Sì, è ancora piccolo. Questa estate sta facendo la sua esperienza con la prima squadra, sono davvero contento per lui. Spero che nei prossimi anni dimostri di essere un grande calciatore.

C’è un allenatore a cui sei particolarmente legato?

Negli ultimi anni sicuramente Zeman è l’allenatore che mi ha dato di più. Con lui ho segnato sette reti.

Da lui cosa hai imparato?

Come attaccare la porta. Voleva che noi attaccanti non andassimo incontro alla palla, voleva sempre che attaccassimo la porta. Infatti con lui ho segnato di più.

Qual è il gol a cui sei più legato?

Quello contro la Virtus Entella a giro da fuori area.