Intervista alla giovane centrocampista biancorossa che con le sue doppiette ha contribuito a portare le grifoncelle in finale.

Il Perugia Calcio Femminile si appresta a vivere una domenica che potrebbe rimanere nella storia: alle 10.30 le Grifoncelle della Juniores si giocheranno nientemeno che lo scudetto di categoria contro il Torino al campo “Bozzi” di Firenze. Le biancorosse guidate da mister Verducci hanno eliminato il Riccione nei quarti di finale e il Vapa Virtus Napoli in semifinale e in entrambe le sfide è stata decisiva Michela Angori con due doppiette nelle gare di ritorno: «Sono felicissima per i gol – le parole della centrocampista, che ha compiuto 16 anni lo scorso 18 maggio – ma soprattutto di essere stata d’aiuto alle mie compagne per portare il Perugia a giocarsi un traguardo così prestigioso». Se contro le romagnole il risultato era stato già messo in ghiaccio nella gara di andata, contro le partenopee era tutto in bilico dopo l’1-1 di Perugia: «Non nego che eravamo un po’ preoccupate prima della partita, c’era parecchia tensione – rivela la ragazza originaria di Marsciano e che nella squadra del paese, la Nestor, ha iniziato a tirare i primi calci al pallone, a 5 anni grazie alla passione trasmessale dai fratelli maggiori e dal padre – però il mister ci ha tranquillizzate, ci ha detto di pensare solo a giocare e a nient’altro». E in campo poi si è visto: «Assolutamente, siamo un grande gruppo formato da ragazze splendide. Affiatato, unito e guidato da persone di grande valore. Abbiamo meritato di passare il turno, e la gioia dei gol è stata incredibile. Soprattutto il secondo, quello che ha chiuso la partita, mi ha fatto provare un’emozione enorme». Siamo già dentro la settimana che porta alla finalissima con le granata. Come stanno andando gli allenamenti? «Bene, ci stiamo preparando con concentrazione e tanta voglia di arrivare a domenica mattina al massimo delle nostre potenzialità». Ma tra un allenamento e l’altro c’è tempo ovviamente anche per guardare il Mondiale e tifare le Azzurre: «Certamente, stanno facendo benissimo. Mi piacerebbe un giorno vestire la maglia della Nazionale, è il mio sogno. E vorrei che il calcio femminile possa crescere sempre di più. Sicuramente questo Mondiale sarà un’ottima rampa di lancio, e noi giovani non possiamo che essere fiduciose. Quale giocatrice preferisco? Bonansea, è devastante. Nel mio ruolo il mio modello è Cernoia, una giocatrice totale». Un pensiero per domenica? «Sarà una gara difficile contro una squadra di valore. Credo che sarà molto importante l’aspetto psicologico, in finale è spesso così. Dovremo entrare in campo cariche ma serene, cattive agonisticamente ma con criterio, in modo da poter aggredire subito le avversarie e intimorirle per comandare il gioco. Vogliamo portare questo scudetto a Perugia con tutte le nostre forze».